venerdì 17 giugno 2011

Musica dal vivo | Domenica 10 Luglio: WALL OF ISOLATION

I Wall Of Isolation si esibiranno a TIMPAVIVA Domenica 10 Luglio
Intervista a cura di Sisco Montalto e Giulio Di Salvo per Clap Bands Magazine

Wall Of Isolation (Enrico - voce, Rino - chitarra, Alessio - batteria, Angelo - basso) band di Catania, nasce nel 2003 e arriva dopo varie vicissitudini ad oggi. Un progetto che è in parte legato ai più famosi "KZL333", un viaggio surreale e sempre in bilico in un ambiente, quello musicale che ancor di più in Sicilia è quanto mai dissestato e incerto. Saranno ospiti della terza edizione di Timpaviva, all'interno dell' "intrusione" che L'Arsenale farà nell'ultimo giorno della manifestazione organizzata dall'associazione Barock. Abbiamo parlato con loro in vista di questo appuntamento per conoscerli meglio...



- La vostra musica è..?
"New wave / psichedelica in salsa post umana."

- Mi parlate dell'idea di proiettare video durante i vostri live?.. Il significato e il legame che per voi c'è tra parole, musica e immagini..
"I video rappresentano un ulteriore stumento utile ad evocare il contesto psichico ed emotivo funzionale al nostro spettacolo, il tutto avviene tramite suggestioni più o meno esplicite e tendezialmente invasive che coinvolgono tutti gli elmenti in scena, inoltre tendono a mantenere viva l'attenzione del pubblico spettatore, in considerazione anche del fatto che come disse Angelo Russo (Ssick) prima di sparare sulla folla "La musica è morta. Bisogna creare Distruzione... bisogna creare Cabaret".

- Tutta la vostra biografia è contornata da surrealismo e ironia, anche un pò amara...
"Si la nostra è stata scritta da un milione di sciMie diabetiche sotto mescalina a cui è stata affidata una macchina da scrivere.
In ogni caso credo che le biografie dei gruppi sono un malcostume che va estirpato e sostituito con dei disegni esplicativi."

- L'influenza che hanno avuto su di voi i "KZL333"?
"L'esperienza con i KZL333 ci serve come spunto per liti intestine ed insulti gratuiti, quando il contesto presente non riesce a fornire sufficienti elementi di tensione nervosa, funzionale al nostro processo creativo/distruttivo."

-Mi ha colpito questa frase "Non abbiamo in programma al momento nessuna nuova uscita "discografica" elementi quali la povertà, il pessimismo, il fastidio e diverse psicopatologie, ci impediscono di fare progetti credibili per il futuro." Quanto è difficile portare avanti un sogno come quello della musica o comunque dell'arte in generale in una precarietà e a volte aridità come quella italiana?
"Per fare una produzione discografica "seria" e funzionale affinchè una band possa sperare di fare quel "salto di livello", che praticamente si traduce in una maggiore risonanza mediatica e quindi l'inserimento in circuiti che possano garantire la sussistenza dei musicisti esclusivamente dall'esercizio della propria vocazione, si necessità di un investimento di capitale e lavoro, quantificabile in cifre che vanno da un minimo di 20.000 euro a salire, da destinare alle varie fasi dalla realizzazione del disco fino alla promozione. Senza tali condizioni di base, qualsiasi discorso di produzione discografica è illusorio o comunque ristretto ad un consumo "interno" e limitato che potrà avere esclusivamente un valore "artistico" e di testimonianza, ma nulla più.
Poi ovviamente possono esistere delle eccezioni a questo discorso, ma sono casi rari e che si sviluppano spesso in contesti dove gli artisti si trovano, per qualche motivo, già all'interno di un determinato circuito. Tutto il resto è romanticismo, poco funzionale al discorso. La musica o l'arte in genere, in questa contingenza storica e sociale, è un'industria come tutte le altre ed è sottoposta alle stesse leggi di mercato che regolano gli altri settori, può sembrare triste ma è così.
Delle persone si possono unire mettere i soldi ed aprirsi un'attività commerciale oppure investire il denaro sulla propria passione e provare a vivere di questo. Noi, come molti altri della nostra generazione e di simile estrazione sociale, al momento abbiamo difficoltà a pagare le bollette e a comprare le sigarette, questo genera tutta una serie di situazioni psichiche ed emotive che ci portano alle considerazioni espresse nella frase in questione."

-Avete suonato al primo meeting dell'Arsenale e sarete a luglio ad Acireale per Timpaviva: cosa pensate di queste iniziative che promuovono l'arte emergente? 
"Siamo andati a qualche riunione dell'Arsenale, purtroppo per noi non è sempre possibile e semplicissimo essere presenti, in ogni caso penso che le premesse dell'iniziativa siano buone e valide, bisogna vedere che piega prendono gli eventi ed i rapporti di forza che, di necessità, si tenderanno a delineare, seguiamo la situazione con interesse, anche se ancora non abbiamo avuto alcun ruolo attivo.
Riguardo Timpaviva onestamente non conosco nel dettaglio la situazione, credo comunque che questo tipo di iniziative è bene che ci siano e vanno sostenute, per quanto ci riguarda siamo felici di condividere il palco con artisti che stimiamo e rispettiamo come i Long Hair in Three Stages, Ssick e Please Don't Touch The Drummer, tutta gente valida sia artisticamente che umanamente, e con la quale (aggiungendo nella lista gli Oppside anche se mi pare non suoneranno in questa occasione) sta nascendo una convergenza di intenti ed interesssi che, sia dentro che al di fuori dell'arsenale, credo possa portare a qualcosa di buono, almeno a livello territoriale."


Wall of Isolation - Heroin by wallofisolation